Cessione del credito anche per il recupero edilizio

Crediti d’imposta e sconto in fattura ad amplissimo raggio. Nella regolamentazione del credito d’imposta concepito per eco e sismabonus nel Dl Rilancio, stando alle ultime bozze disponibili, è previsto all’articolo 128 ter che per una serie di interventi agevolati sarà possibile, però, trasformare in crediti d’imposta le detrazioni oggi vigenti. E quindi cedere l’importo della detrazione all’impresa o a terzi o addirittura ottenere lo sconto direttamente in fattura per la stessa cifra.

Il volano

Una rivoluzione dalle pesanti conseguenze erariali ma che potrebbe fungere da molla per avviare una serie di lavori (oltre a quelli per eco e sismabonus che hanno la detrazione più alta della storia del fisco, cioè il 110% della spesa) e che ora sono fermi non solo per l’epidemia ma soprattutto per i problemi di liquidità che attanagliano i condòmini e i proprietari di casa in generale. Naturalmente per queste tipologie di lavori l’aliquota di detrazione non cambia ma la possibilità di pagare solo la parte non detraibile cambia radicalmente l’approccio.

I lavori

Ecco per quali lavori sarà possibile beneficiare subito della cessione del credito o dello sconto in fattura:

1) recupero del patrimonio edilizio (detrazione 50%) ma solo per gli interventi di manutenzione ordinaria (questa tipologia solo per i condomìni) e straordinaria (la più diffusa in casa e in condominio, dal rifacimento impianti allo spostamento di pareti); esclusi, invece, i lavori di restauro-risanamento conservativo e di ristrutturazione; quest’ultima tipologia, però, implica lavori talmente radicali da essere assai raramente eseguita.

2) Lavori di efficientamento energetico senza eccezioni, compresi, naturalmente quelli “nuovi” del Dl rilancio; per tutti è prevista la detrazione del 110%;

3) interventi antisismici in generale, anche quelli indicati nel Dl Rilancio, con detrazione al 110% (resta alle vecchie aliquote dal 50% all’85% la detrazione per le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica e sale al 90% quella per polizze catastrofali in zone sismiche 1, 2 o 3);

4) lavori relativi al “bonus facciate” mai veramente partiti, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna e agevolati al 90%; in caso si intervenga sugli intonaci per oltre il 20% della superficie della facciata bisogna abbinare lavori importanti di risparmio energetico (e questi dovrebbero però andare, se rispondono ai criteri del Dl Rilancio, al 110%);

5) installazione di impianti solari fotovoltaici, agevolati al 110% se rispondenti ai criteri del Dl Rilancio;

6) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici (dotate di almeno un punto di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico), cui spetta una detrazione pari al 50% della spesa.

Fonte : IL SOLE 24 ORE 

Articolo di Saverio Fossati Data 16.05.2020